"Cacciatori" di cozze in Normandia

Dalla cima della collina sulla quale sostiamo, il mare è solo una sottilissima linea all’orizzonte; i giochi della marea creano una battigia che si estende per chilometri. Siamo a “Les Salines”, vicino Donville-les-Bain, Normandia.

             

Nella sabbia umida, come tanti alberi in una foresta, sono piantati migliaia di pali sui quali vengono allevate le cozze; sono i buchot, le piantagioni di mitili usate su queste coste dalla metà del ‘900.

Se da una parte c’è la mitilicoltura, curata e programmata, dall’altra ci sono i “cacciatori” di cozze, centinaia di persone che ogni giorno si riversano su queste spiagge con le galosce ai piedi, armate di rastrello e secchiello, per scavare nella sabbia alla ricerca di cozze ancora vive e buone per essere cucinate a cena.

           

Tra i cacciatori vi sono uomini e donne, giovani e anziani, intere famiglie con i bambini per mano.

Questa vista ha il sapore di una tradizione antica, che lega tra loro  queste persone da sempre, tutte con le mani nella sabbia bagnata e scura, alla ricerca di quel cibo che il mare offre loro in abbondanza.

           

Mentre arrivano sempre nuove persone, sole o a gruppi, le più mattiniere se ne vanno stringendo in mano secchi e secchielli colmi del loro bottino, e i ristorantini della zona aprono le loro porte a chi volesse assaggiare le tipiche “moules mariniere” o “a la creme”.

          

 

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